| natura, flora e fauna | |||||
|
|
|||||
| Isola di San Pietro - Cavaliere d' Italia e Gabbiano Corso | |||||
|
Caratteristiche geomorfologiche Dal punto di vista naturalistico, l'Isola di S.Pietro racchiude una natura
straordinaria. Coperta da una fitta macchia mediterranea che profuma di mirti e pini
d'aleppo, l'Isola ha una storia geologica semplice, ma affascinante: sono 50 chilometri quadrati di rocce eruttive,
staccatesi più di un milione di anni fa dalla vicina Sardegna. L'Isola fa parte, infatti, dell'arcipelago Sulcitano, in
prossimità della costa sud-occidentale sarda, e la sua formazione ci fa
risalire a una serie di fenomeni tettonici e vulcanici che ci svilupparono durante
l'era terziaria, con una notevole e complessa serie di emanazioni magmatiche, che ebbero luogo a partire da circa 23 milioni di anni
fa. Le formazioni rocciose che costituiscono San Pietro sono di tipo effusivo, prevalentemente acide, quali rioliti e commenditi: le prime
più diffuse, le seconde ubicate nella zona centro occidentale. Possiamo dire che
l'isola ha due facce: la sua costa orientale ha un profilo basso e dolcemente degradante
verso il mare, con brevi rilievi ondulati e colorati da mille sfumature di verde; quella occidentale invece e alta e frastagliata, originata dagli antichi ammassi di lava che, battuti da maestrale, hanno assunto forme e profili fantastici, particolarmente interessanti sia dal punto di vista morfologico che
litologico. Tra le peculiarità geomorfologiche sono da ricordare le Colonne (presso la punta omonima, decretate nel 1993 monumento naturale), il Geyser fossile (in località
Lucchese) e il caratteristico Fungo di pietra, in località il Pulpito. La principale ricchezza faunistica dell'isola di San Pietro è rappresentata dalla grande varietà di uccelli, tra cui la
specie più significativa è senza dubbio rappresentata dallo splendido Falco della Regina, la cui presenza, oltre a quella di molti altri rapaci, ha probabilmente
ispirato gli antichi nomi dati all'isola da Fenici e Romani: Accipitrum insula
significava infatti isola degli sparvieri. Ed è proprio sulle falesie della costa nord - occidentale che, ogni estate, dopo un lunghissimo viaggio di oltre 4.000 chilometri, arrivano dal Madagascar i falchi della Regina: nidificano in decine e decine di coppie sulle
scogliere a strapiombo sul mare, predando passeriformi ed altri piccoli uccelli che, sul finire della
stagione estiva, attraversano il Mediterraneo per migrare verso l'Africa: a San Pietro vi è una delle maggiori colonie della
Sardegna (con più di 110 coppie, censite dalla L.I.P.U.). Pur essendo una specie severamente protetta, il falco della Regina è stato, fino a qualche tempo fa, oggetto di cattura da parte dei bracconieri: per fronteggiare questa situazione, dal 1980 la L.I.P.U. di Cagliari organizza, nel periodo estivo, un campo di
sorveglianza e studio. Inoltre, per una maggiore protezione della colonia e del suo habitat, nel 1991 è stata istituita, tra punta Capodoglio e cala Vinagra, un'oasi faunistica. Altre specie importanti sostano o nidificano sulle
falesie, tra queste il velocissimo Falco pellegrino, il raro Gabbiano corso, la Berta minore ed il Cormorano dal ciuffo. Tra i rapaci, molto
diffusi sono ancora i Gheppi e le Poiane; meno frequenti, ma accertati, gli
avvistamenti di alcuni esemplari di Falco pescatore. Un altro habitat ricchissimo di avifauna è rappresentato dagli stagni delle saline che costituiscono un vero e proprio
paradiso per fenicotteri l'attività di birdwatching. Fra le specie nidificanti negli
stagni salati troviamo l'Avocetta, il Cavaliere d'Italia, il Fraticello e la candida Garzetta; qui nidifica, in modo
piuttosto insolito, anche una piccola ma preziosa colonia di Gabbiano
corso. Tra le specie che svernano e stanziano per alimentarsi nella salina ricordiamo
1'Airone cenerino, il Gabbiano roseo, il Martin pescatore, il Tarabusino ed, in particolare, lo
splendido Fenicottero rosa, con oltre 500 esemplari censiti. Per quanto riguarda invece i rettili, tra le
specie più interessanti dell'Isola di San Pietro troviamo il Biacco, il Gongilo ocellato,
l'algiroide nano, la Tartaruga di Hermann e la Tartaruga marina comune (Caretta caretta); fino a qualche tempo fa, veniva
segnalata anche la grossa Testuggine marginata. Tra gli anfibi più significativi,
vanno ricordati il Discoglosso, il rospo smeraldino e la raganella sarda.
Il mare dell'Isola di San Pietro è ricco di pesci, tra cui è opportuno segnalare innanzitutto il tonno e il suo alimento preferito, il pesce azzurro, con particolare riferimento alle sardine. Tra le altre specie ricordiamo il
sarago, la cernia, la spigola, l'orata, il dentice, la ricciola, la corvina, la
salpa, la sogliola, la triglia, l'occhiata. Al largo possiamo invece trovare pesci
spada, delfini e pesci luna. fondali dell'isola presentano una bellezza
suggestiva: scogli e rupi sommerse abbondano di ricci, crostacei, molluschi, stelle marine, attinie e coralli.
Lasciando il mondo sommerso, nella gariga e nelle zone sabbiose vive in forma endemica un rarissimo coleottero, la Cicindela campestris saphyrina, di un brillante colore blu-violetto. Si tratta di un insetto predatore, agile volatore: la
sua larva scava buchi nella sabbia, con la testa a filo di terra e la bocca rivolta
verso I'alto, pronta a ghermire le sue prede.
Caratteristiche botaniche La flora dell'isola di San Pietro è, dal punto di vista botanico, molto ricca e comprende
più di 500 specie. Le famiglie più ricche di specie sono le composite, le graminacee e le leguminose, famiglie che contribuiscono a dare una particolare policromia stagionale a tutto il paesaggio. Nelle zone
più ventose dell'isola, si osserva una macchia bassa con una netta prevalenza di specie mediterranee quali il
cisto, il rosmarino, l'euforbia, la ginestra che, perlopiù, si presentano di statura assai
modesta. Nelle zone più riparate, la macchia si presenta più alta e si arricchisce di specie quali il leccio,
l'olivastro, il mirto, il corbezzolo, il lentisco, la Fillirea. Ma la ricchezza floristica è legata soprattutto alla presenza di specie endemiche
esclusive dell'isola come l'Astragalo marittimo, o di altri endemismi in comune con la Sardegna e la
Corsica e/o con l'arcipelago toscano e le Baleari. Tra le specie endemiche o di alto
interesse floristico vanno ricordate il Bellium crassifolium, la Nananthea perpusilla,
l'anagallis monelli e il Dracunculus muscivorus, detto anche "acchiappamosche". Caratteristico di S.Pietro, ma largamente diffuso anche nella zona di porto Pino, e il Pino
d'aleppo, che ha resistito nei secoli all'opera dell'uomo, che impiegava il suo legname per fabbricare imbarcazioni; altra pianta caratteristica è la Palma nana, la cui fibra veniva utilizzata per intrecciare corde, cestini e scope. Da ricordare, infine, il Ginepro coccolone, di cui un tempo esistevano
nell'Isola vaste selve, con esemplari alti fino a 20 metri: il suo splendido legname veniva impiegato
sin dai primi tempi della colonizzazione per ricavarne assi e travi da costruzione; pertanto, di
questa specie, restano oggi solo pochissimi esemplari. |
|||||